Lido di Noto

Lido di Noto (indicata anche come Noto Marina o Marina di Noto) è la spiaggia della capitale europea del Barocco.
Lunga più di un chilometro e divisa in due da un piccolo promontorio, è distante circa 7 chilometri da Noto, ed è dotata di una bella sabbia fine e chiara, con diverse aree attrezzate e stabilimenti balneari dove prendere a noleggio lettino e ombrellone. Chi preferisce la spiaggia libera può comunque apprezzare Lido di Noto, in quanto alcune aree non sono attrezzate, ed è quindi possibile piantare il proprio ombrellone o stendere il proprio lettino, in completa libertà. 
Non mancano i servizi quali hotel, minimarket, farmacia, bar e ristoranti, oltre a campi da calcetto e da tennis. I servizi sono completati da docce, noleggio imbarcazioni e soprattutto un’ampia zona parcheggio gratuita. L’acqua è limpida e trasparente, con fondali che degradano leggermente: ciò la rende adatta alle famiglie con bambini, ma anche ai ragazzi e ai giovani che amano giocare in acqua a calcio o a pallavolo.
Se si alloggia a Noto, è qui che conviene andare al mare: Lido di Noto è servito da un bus diretto (Ditta Caruso) che lo collega più volte al giorno con Noto. Sul lungomare di Lido di Noto è piacevole passeggiare la sera, fermandosi in uno dei locali per bere qualcosa. Ogni estate viene poi programmato un ricco calendario di eventi e appuntamenti per intrattenere i numerosi turisti che scelgono di alloggiare qui.
La spiaggia di Lido di Noto è stata insignita del prestigioso riconoscimento “Cinque vele” di Legambiente ed è scelta dalla tartaruga Caretta caretta come luogo di ovodeposizione.

Calabernardo

Il piccolo borgo di pescatori conosciuto come Calabernardo, frazione del Comune di Noto, è un luogo suggestivo, caratterizzato da un piccolo molo realizzato a ridosso di una costa rocciosa frastagliata. Meno frequentato rispetto a Lido di Noto e alle rinomate spiagge di Vendicari, è luogo prediletto da quanti amano immersioni per osservare la ricca fauna marina dei fondali. Sulla destra, particolare è l’area di Malacala, dagli splendidi fondali dai colori sgargianti. Suggeriamo dunque di portare maschera e boccaglio e di indossare scarpe adatte ad accedere agevolmente sugli scogli.
Il borgo ospita anche il Museo del Mare, che espone alcuni dei ritrovamenti di archeologia subacquea recuperati lungo le coste della Sicilia sud-orientale, tra questi ceppi d’ancora, anfore e ricostruzioni di imbarcazioni antiche. Il museo è dotato di supporti audiovisivi.

San Lorenzo

L’area marina di San Lorenzo si trova appena fuori i confini della Riserva naturale di Vendicari, in direzione sud. Abbina dunque la bellezza e la suggestione di un contesto naturale di acque pulite e sabbia dorata, alla comodità dei servizi essenziali offerti dai lidi, come bar, parcheggi etc.
Agevolmente raggiungibile in auto, lungo la SP19 che congiunge Noto a Pachino, è la giusta soluzione per chi non vuole camminare per vivere una spiaggia da sogno.

Cittadella dei Maccari

La spiaggia di Cittadella dei Maccari si trova all’estrema punta sud della Riserva naturale di Vendicari, a due passi da San Lorenzo. Vi si accede sempre dalla Strada Provinciale SP19 Noto – Pachino. Vi si può accedere anche usando l’ingresso della riserva oppure seguendo una delle strade che portano al mare nella direzione di San Lorenzo.
Anche qui ci troviamo dentro la riserva, questo garantisce uno scenario pulito e limpido con la macchia mediterranea alle spalle. Il luogo deve il nome all’insediamento bizantino del VI secolo d.C., di cui si può visitare la necropoli e  la basilica della Trigona.
In zona è visibile anche un ex Palmento per la produzione di vino, recentemente restaurato che ospita rassegne naturalistiche e culturali sul territorio. La spiaggia, di sabbia fine e dorata, delimitata da un mare dai colori caraibici, è annunciata da sentieri ben sistemati dagli operai del Dipartimento regionale delle Foreste.
Tre calette ed altrettanti accessi con scalini in pietra conducono ad ambienti diversi, ora grotte sulla sabbia, ora piccole falesie, ora una lunga striscia di sabbia bianca che porta verso la Tonnara di Vendicari.
Attenzione, questo tratto è chiuso alla balneazione, essendo luogo di ovodeposizione della tartaruga Caretta caretta.

Marianelli

Marianelli è una spiaggia incontaminata, immersa nella tranquillità e circondata da alberi di limoni e mandorleti. Le sue acque sono limpide e cristalline, come quelle delle altre baie della Riserva Naturale di Vendicari. Presenta dei fondali bassi e un arenile sabbioso alternato a tratti rocciosi. Tronchi e canne disseminati sulla spiaggia si pongono come una nota caratteristica del paesaggio. Grazie alla sua posizione isolata e discreta, è frequentata principalmente da naturisti e amanti della privacy. Rappresenta il luogo ideale per chi preferisce fuggire dalle località più affollate. Si trova a nord della riserva e per raggiungerla .
Come arrivare: Marianelli si trova tra Eloro (a sinistra) e Calamosche (a destra), e si raggiunge al termine di una passeggiata di circa 15 minuti tra le dune sabbiose e sterrati naturali (sconsigliato a gruppi familiari con passeggini al seguito).
  • Lungo la SP19 che da Noto va verso Pachino, all’altezza del km 10, seguendo a sinistra i cartelli posizionati dopo l’ingresso della villa romana del Tellaro, l’auto imbocca uno sterrato, che termina con un parcheggio. Da lì si prosegue a piedi per 15 minuti sulla sinistra, fino a solcare ampi sistemi retrodunali scanditi da amabili gigli, per giungere alla spiaggia.
  • Da Eloro, bisogna percorrere a piedi tutto il litorale (circa 300 m) e, superata la foce del fiume Tellaro, oltrepassare un piccolo promontorio roccioso, quindi proseguire sugli scogli sino alla spiaggia.

Calamosche

La Spiaggia di Calamosche si trova tra i resti archeologici di Eloro e l’oasi faunistica di Vendicari. Nel 2005 è stata insignita dalla Guida Blu di Legambiente del titolo di “Spiaggia più bella d’Italia”. Il fascino della spiaggia è dovuto alla varietà della vegetazione e alla presenza di un panorama altrettanto vario: la piccola spiaggia si trova infatti tra due promontori rocciosi che, oltre a far sì che il mare sia quasi sempre calmo, offrono al visitatore una bellezza inaspettata. Un’altra caratteristica della spiaggia è la presenza di numerosi anfratti, cavità e grotticelle nei due promontori. Per raggiungerla basta percorrere la strada provinciale 19 (Noto-Pachino) e svoltare a sinistra (seguendo l’indicazione “Spiaggia Calamosche”).

Riserva Naturale di Vendicari

La riserva Naturale di Vendicari è un’oasi di circa 8 km e 574 ettari entro cui ricadono pantani adiacenti al mare, spiagge incontaminate e scogliere incantate. Fu istituita nel 1984 ma la reale fruizione prese il via nel 1989. Nel corso dei secoli, ha mantenuto inalterate le proprie caratteristiche ambientali, che la rendono un’area di interesse internazionale per gli uccelli migratori e sito di interesse comunitario per alcune specie vegetali, in particolare il ginepro coccolone. La riserva vi farà conoscere in maniera diretta l’avifauna stanziale e migratoria (in particolare i fenicotteri e il cavaliere d’Italia insieme ad altre 251 specie); diversi tipi di ambienti naturali: macchia mediterranea, palude, duna, mare; le testimonianze archeologiche, artistiche ed etnoantropologiche: la salina, la Tonnara di Bafuto, che fino al 1943 svolgeva l’attività di pesca e trasformazione del tonno rosso del mediterraneo, la cosiddetta Torre Sveva edificata in realtà in età aragonese per il presidio della costa dagli assalti dei pirati barbareschi ed infine, in direzione sud, il complesso bizantino di Cittadella dei Maccari, con resti di un villaggio ed una basilica, la cosiddetta Trigona.

Eloro

Eloro (Έλωρος in greco ed Helorus in latino) è un sito archeologico ubicato su una collina prospiciente il mare Jonio, nei pressi della città di Noto, in provincia di Siracusa, alla foce del fiume Tellaro (allora con lo stesso nome della città).
La città era stata fondata da coloni corinzi nel VIII secolo a.C., sulla direttrice della più tarda “via Elorina”, che metteva in comunicazione le colonie greche di Siracusa, Kamarina e Gela.
Nell’alto corso del fiume Tellaro, presso la città Ippocrate, tiranno di Gela, sconfisse in battaglia nel 493 a.C. le forze siracusane, mentre nel corso della guerra del Peloponneso gli Ateniesi furono sconfitti nel 413 a.C. Nel 263 a.C. fece parte dei possessi riconosciuti dai Romani a Gerone II di Siracusa nel 213 a.C. Fu quindi conquistata dai Romani, guidati dal console Claudio Marcello, nel 214 a.C.
La città rimase fiorente anche in epoca bizantina, ma venne quasi completamente distrutta con l’arrivo degli Arabi.
Le mura urbane, datate da Paolo Orsi al V secolo a.C. e successivamente attribuite invece al VI secolo a.C. nella loro fase originaria, furono in seguito ricostruite sopra i resti di quelle più antiche, forse nella seconda metà del IV secolo a.C.. A sud-est, una torre medioevale (“Torre Stampace”) venne costruita nel 1353 da Blasco Alagona, agli ordini di Pietro d’Aragona, per la difesa della costa: la torre poggia sui resti di una fortezza, citata da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C.. Il santuario più importante si trovava all’esterno delle mura: era dedicato a Demetra e Kore e riprende forse un più antico culto indigeno siculo. Si trovava all’esterno delle mura ed era costituito da diversi ambienti. Il primo impianto risale al VI secolo a.C., ma venne utilizzato fino al III secolo a.C., come testimoniano gli ex voto conservati nel Museo archeologico di Noto. Successivamente il santuario venne trasferito all’interno della città come piccolo tempio in antis e circondato da un porticato (stoà) a tre bracci, dorico in facciata e a due navate.
Il porticato era connesso anche con l’agorà, di cui restano visibili solo le cisterne scavate nella roccia per raccogliere l’acqua piovana. Dalla piazza una via si dirigeva verso il mare a sud-est: insieme ad un’altra via in senso nord-sud definiva gli assi della struttura urbanistica della città. Un santuario dedicato al dio Asclepio (Asklepios in greco ed Esculapio – Aesculapius in latino), del IV secolo a.C., era costituito da un cortile circondato da portici, dove gli ammalati sostavano e dormivano in attesa della visita in sogno del dio, che avrebbe portato alla guarigione.
Nei pressi sorgeva un piccolo thesauròs, ossia un edificio a forma di piccolo tempio in antis, destinato ad ospitare le offerte votive e datato alla seconda metà del IV secolo.
Verso sud, sulle pendici della collina, si trova un teatro greco, in parte scavato nella roccia e in parte costruito, risalente alla fine del IV – inizi del III secolo a.C., in parte intaccato da un canale di bonifica realizzato negli trenta.
A nord-ovest si trovava la Colonna Pizzuta, un monumento funerario, costituito da una colossale colonna in rocchi di pietra calcarea (diametro di 3,80 m e altezza ricostruibile in circa 10 m). Nei pressi si trova un ipogeo scavato nella roccia, databile alla seconda metà del III secolo a.C., già visto negli scavi di Paolo Orsi nel 1899 e successivamente reinterrato.
Le quattro necropoli cittadine (distinte dagli studiosi moderni con le prime lettere dell’alfabeto) erano situate sul terrazzo roccioso a nord dell’abitato.

Villa Romana del Tellaro

La villa Romana del Tellaro è ubicata nel territorio del Comune di Noto, a circa 10km dalla città, in contrada Vaddeddi, nei pressi della sponda destra del Fiume Tellaro, da cui prende il nome. È un importante sito archeologico nel quale sono stati rinvenuti dei mosaici pavimentali appartenenti ad una ricca residenza extraurbana della tarda età imperiale romana del IV secolo dopo Cristo. Con i suoi mosaici di eccezionale fattura di scuola nordafricana, la villa romana del Tellaro si affianca, per importanza e per raffinatezza di stile, alle altre due, ad essa coeve, di Piazza Armerina e di Patti Marina. La Villa del Tellaro fu completamente distrutta da un disastroso incendio, probabilmente nella seconda metà del V° sec. d.C.. Nel XVIII° sec., sullo stesso sito, fu edificata una masseria che attualmente ricopre parzialmente l’area della preesistente villa romana e ne racchiude le pavimentazioni musive. Negli ultimi anni, la villa romana del Tellaro è stata oggetto di un rinnovato interesse, grazie soprattutto ad una serie di progetti di ristrutturazione e riqualificazione dell’area interessata. Scoperta ufficialmente nel 1971, oltre trenta anni dopo gli scavi, il 15 marzo 2008, la villa romana del Tellaro è stata finalmente inaugurata e resa fruibile al pubblico. All’interno del sito museale sono visibili quattro grandi mosaici pavimentali che, dopo il restauro, sono stati ricollocati nella loro posizione originaria. Si tratta di un lungo corridoio a festoni di alloro che costituiva uno dei quattro lati del peristilio, un secondo mosaico che rimanda alla guerra di Troia con il riscatto del Corpo di Ettore, un terzo mosaico con Satiri e menadi danzanti ed infine il quarto e più grande dei mosaici ritrovati con scene di caccia di belve feroci ambientato in Africa.

Alla Villa del Tellaro i visitatori sono presi per la gola con i cibi degli antichi romani

“Grazie ad una ricerca durata due anni – spiega Sebastiano Adernò presidente dell’Associazione Escursioni Iblee – siamo riusciti a recuperare ricette, ma soprattutto le erbe usate nell’Antica Roma. Con il “De re coquinarie” di Marco Gavio Apicio abbiamo avuto accesso al mondo delle ricette legate al periodo in cui si colloca la Villa ed i suoi mosaici. L’operazione complicata è stata reperire ciò con cui si condivano i piatti e si realizzavano determinate pietanze. Così abbiamo deciso di coltivarle da noi. L’orto oggi è ricchissimo di erbe diverse, soltanto avvicinandosi si viene avvolti da profumi noti ed altri meno. Anche per il grano siamo partiti da zero; all’inizio lo portavamo in un mulino di Rosolini; ora, invece, oltre che coltivarlo lo maciniamo da noi. Ecco perché possiamo proporre dall’acqua allo zenzero al vino al pepe nero e miele, dalle polpette di orzo alla patina o al libum di Catone, dalla bruschetta Epityrum a quella Moretum, per finire alla cassata di Oplontis”.

E’ possibile sperimentare il pranzo o l’aperitivo romano, anche per piccoli gruppi, su prenotazione.
Tel.: 338 9733084
Email: villa@villaromanadeltellaro.com

Ristorante per gruppi e studenti

Ampia area attrezzata al coperto munita di parcheggio, servizi igienici, bar con 300 posti a sedere che offre la possibilità di consumare il proprio pasto in assoluta tranquillità immersi tra mandorli e limoni, ammirando uno dei paesaggi più belli dell’agro Netino.

– Ristorante per gruppi e studenti con menu a prezzi vantaggiosi
– Snack bar: Bibite, panini, book shop, souvenir
– Area pic-nik dove è possibile consumare il proprio pranzo a sacco
– Wifi zone

Laboratori didattici

L’Ass. Culturale “Escursioni Iblee”, forte di una conoscenza approfondita del territorio di Noto, propone di arricchire le visite ai Mosaici della Villa Romana del Tellaro, ai siti archeologici di Castelluccio, Eloro, Noto Antica e alla Riserva Naturale di Vendicari, con attività laboratoriali presso il Centro di Archeologia Sperimentale. I laboratori didattici sono diretti dall’archeologa dott.ssa Laura Falesi, collaboratrice della Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa, esperta di didattica dell’antico e di archeologia sperimentale, coordinata da operatori qualificati. Si tratta di una valida esperienza sul campo per studenti di ogni ordine e grado, di supporto al programma scolastico di storia, potendo scegliere tra varie opzioni relative all’età preistorica, greca, romana, medievale.
Inoltre, nella Fattoria Didattica l’associazione propone laboratori etno-antropologici, legati alle tradizioni del Grano e del Vino, e all’uso quotidiano delle erbe officinali, con finalità didattiche in cui viene privilegiato l’aspetto della manualità e della partecipazione attiva.

Attività di Mezza Giornata

Visita ad una capanna preistorica ricostruita sperimentalmente e scene di vita quotidiana
Lezione di Preistoria del territorio, dal Paleolitico all’Età dei Metalli. La Cultura di Castelluccio. Simulazione di scene di vita quotidiana: accensione fuoco, molitura granaglie, scheggiatura e riproduzione di manufatti in selce, triturazione e uso dell’ocra, fusione e colaggio metallo, intreccio corde con fibre vegetali.

Simulazione di uno scavo archeologico
Breve lezione introduttiva sull’archeologia del territorio. Le tecniche di ricerca archeologica. Gli attrezzi. Simulazione di uno scavo archeologico secondo il metodo stratigrafico. Catalogazione, documentazione grafica e fotografica dei reperti.

Laboratorio di mosaico
Lezione introduttiva sulla tecnica dei mosaici ed il loro uso nella storia. Esperienza diretta della tecnica del mosaico romano durante la quale ogni partecipante realizzerà il proprio mini-mosaico (emblema) che potrà portare a casa, come souvenir.

Laboratorio di Ceramica Antica
Breve lezione introduttiva sulla ceramica romana rinvenuta nel territorio. Cosa è l’argilla? Origine e tecniche di modellazione. Realizzazione e decorazione di un vaso in argilla.

I Sumeri e la scrittura cuneiforme
Breve lezione introduttiva sulla scrittura nell’antichità. I Sumeri e la scrittura cuneiforme. Realizzazione di una tavoletta d’argilla in caratteri cuneiformi e di un vaso secondo le tecniche attestate presso questo popolo. Ciascun partecipante porterà a casa i manufatti realizzati.

Dal grano al pane
Rievocazione delle vari fasi della racconta del grano, con canti popolari, macina,impasto e cottura in forno a legna.

Dall’uva al vino
Il laboratorio tratterà l’affascinante processo di vinificazione, ieri e oggi,i principali tipi di vini presenti nel territorio siciliano e (in breve) i problemi legati all’abuso di alcolici. L’esperienza prevede che siano i ragazzi stessi a pigiare l’uva che avranno dapprima diraspato e dalla quale si otterrà il mosto che verrà lasciato fermentare.

Clorofilla e le sue amiche

Impariamo a riconoscere ed usare le erbe officinali,per la medicina, la cosmesi, la tintura delle stoffe…
Il laboratorio ha come obiettivo quello di far conoscere la differenza tra pianta,arbusto ed albero, e di toccare da vicino e con approccio sperimentale, le piante aromatiche ed il loro uso nella medicina tradizionale, nella cosmesi, in cucina. Nel corso del laboratorio i partecipanti si cimenteranno nella realizzazione di alcuni prodotti con l’uso di alcune erbe dell’orto botanico.

Alla scoperta della fattoria: il cibo, gli animali e le piante…
Una giornata immersi nella fattoria per conoscere la vita degli animale e delle piante e sperimentare la trasformazione dei frutti di stagione per ottenere cibo sano e gustoso con le ricette della nonna.

A spasso nella storia
Lezioni di storia nei siti antichi e laboratori didattici tematici.

A SPASSO NELLA PREISTORIA
Lezioni di preistoria e visita al Villaggio e alla necropoli di Castelluccio (XXIII-XV sec. a.C.).
A SPASSO CON I GRECI
Lezioni e visita alla città greca di Eloro (fine VIII sec. a.C.).

SULLE TRACCE DEGLI EBREI
Visita alla necopoli Ebraica di Noto Antica e laboratori sulla cultura Ebraica Introduzione sulla storia e sulla cultura del popolo Ebraico; sulla presenza degli Ebrei in Sicilia e sulle vicende storiche legate alla loro espulsione dai domini Spagnoli e dall’Isola. Visita guidata alla necropoli Giudaica di Noto Antica (in esclusiva).

A SPASSO PER NOTO E…
Lezioni di storia moderna locale e di archeologia barocca, visita alla città di Noto e laboratorio didattico.

A SPASSO e alla scoperta della Riserva Naturale Orientata di VENDICARI
Introduzione sulla storia della riserva, norme e comportamenti da tenere all’interno dell’area; osservazione degli ambienti naturali; avvistamento di avifauna migratoria e stanziale; visita alla salina, agli impianti per la lavorazione del pesce di età greca, alla tonnara e alla Torre “sveva”.

– Età Romana. Lezione di storia e archeologia alla Villa Romana del Tellaro. Laboratorio didattico
– Medioevo. Lezione di storia e archeologia a Noto Antica. Laboratorio.
– Una giornata d’archeologo. Ricerca archeologica sul campo

Pranzi per gruppi, scolaresche, ecc
Primo piatto,secondo piatto,pane,frutta,bibita a scelta.
€ 9.00 a pax

Per maggiori informazioni e per richiedere le schede dettagliate dei singoli laboratori
Info: Sebastiano
Tel: 338 9733084

Statua di San Corrado e piazzale Luigi Adorno

La statua bronzea di San Corrado Confalonieri, patrono della città e della diocesi di Noto, colto nell’atto di benedire i fedeli fu inaugurata nel 1955 in occasione della solenne festa patronale che si tiene tutti gli anni l’ultima domenica di Agosto. La scultura, alta circa 2 m, è opera dell’artista toscano Mario Ferretti che, diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, si trasferì in Sicilia nella metà degli anni Cinquanta per dedicarsi all’insegnamento. La figura austera del santo, che si erge su un basamento di marmo restaurato nel 2014 a causa di un cedimento della fondazione, è stata posta di nuovo in situ in concomitanza del cinquecentesimo anniversario della beatificazione avvenuta nel 1515, ad opera di papa Leone X.